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    4/18/2007

    In prestito da Libereso

     
    Perché le perle sono così preziose? Forse per la difficoltà di trovarle e raccoglierle, per la fatica dei pescatori, perché le ostriche le difendono dentro il loro guscio.
    Anche con le persone è un po' così: ci sono quelle che si aprono subito e quelle che fai fatica a fargli capire che si possono fidare, ci sono quelle che dopo due giorni ti sembra di conoscerle da una vita e ci sono quelle che non le conosci dopo anni. Poi, però, ci sono anche i misti: quelli che ti ci trovi bene pur capendo che non li conosci a fondo, quelli con cui ti ci capisci al volo ma mica vuol dire che ti hanno aperto il loro cuore e il loro cervello. E allora un po' ti assale lo spirito della sfida, di scoprire cosa c'è dietro, di capire. L'importante, però è che per capire non si ferisca l'altro e non si limiti la sua libertà di non farsi capire né scoprire. Se mantieni l'equilibrio è bello, è bello per te ed è bello per gli altri.
    Ogni ostrica prima o poi si apre, prima o poi tutti trovano le loro perle se le cercano, ma se mandi il guscio dell'ostrica in frantumi spesso la perla può sfuggirti.
     
    1/9/2007

    Dedicato a te, Mamma

     
     Quante cose si trasmettono con un semplice sguardo...
     
    10/22/2006

    Liberi di amare

    Libertà... che gran bella parola. Quanti grandi valori e significati nasconde dietro di sè.
    Ho imparato a capire cosa sia la libertà scoprendo le vicende di chi si è battuto per una vita intera, di chi ha dato tutto se stesso per raggiungere la libertà: libertà di parola, libertà politiche, libertà di professare la propria religione... potrei rimanere qui fino a domattina ad elencare tutte le libertà. Ma forse per ognuna di queste libertà c'è sempre un vincolo, un ostacolo, un giogo che la opprime; forse nessuna delle tante libertà è davvero una libertà. Forse, anzi sicuramente, non esiste una completa libertà di parola, una completa libertà politica, una completa libertà di professare la propria religione... Come non vi è libertà di amare.
     
    da un blogger anonimo:
    << Non ti posso amare perché sei la mia vergogna, non ti posso amare perché non ci è consentito. Non ti posso baciare, non ti posso accarezzare, non ti posso stringere la mano, nessun gesto... un semplice gesto che esprima il mio amore... no!
    Ma allora che amore è se è destinato a rimanere nascosto anche a te? Forse allora non è amore?!
    E' semplice colpa di una società intollerante, mal costruita e mal formata? Ma di quella società non ne faccio parte pure io? E' colpa della società che non sa accettare o forse sono io che preferisco rimanere in quella società "oscurantista e tradizionalista"? Forse ci sto bene; se non ci stessi bene perchè non uscirne e affrontarla a testa alta? Forse prima dovrei affrontare la mia intolleranza verso me stesso e verso il mio amore. Ma facendo cosi, un giorno sarò finalmente libero? >>
    9/15/2006

    Arrivederci Oriana

     
    <<
    - Le fa paura la morte?
    [...] No. La conosco troppo bene. La conosco fin da bambina, quando correvo sotto le bombe della Seconda Guerra Mondiale e scavalcavo i corpi della gente che non aveva corso abbastanza. La conosco perché l'ho frequentata troppo, ahimè. In troppi luoghi e in troppe maniere. Al Messico, per esempio, quando m'accadde quel che si sa. In Vietnam, in Cambogia, in Bangladesh, in Giordania, in Libano, quando facevo il corrispondente di guerra e mi trovavo sempre in qualche combattimento o in altre situazioni terrorizzanti. Nel mio cuore, quando ammazzarono Alekos Panagulis e quando il cancro si portò via mia madre poi mio padre poi mia sorella Neèra nonché lo zio Bruno. Infine ora, grazie alla malattia e a coloro cui avermi criminalizzato anzi demonizzato non basta. Voglio dire: a forza di frequentarla, sentirmela attorno e addosso, con lei ho maturato una strana dimestichezza. E l'idea di morire non mi fa paura.
    - Sul serio?
    Sul serio. Non dico bugie. Sono troppo orgogliosa per dire bugie. Del resto, che ci sarebbe di indegno, di degradante, ad ammettere che la Morte mi spaventa come spaventava Hailé Selassié? Glielo confesso con serenità: al posto della paura io sento una specie di malinconia, una specie di dispiacere che offusca perfino il mio senso dell'umorismo. Mi dispiace morire, sì. E non dimentico mai ciò che Anna Magnani mi disse tanti anni fa: "Oriana mia! Non è giusto morire, visto che siamo nati!". Non dimentico nemmeno che quell'ingiustizia è toccata a miliardi e miliardi di esseri umani prima che a me, che toccherà a miliardi e miliardi di esseri umani dopo di me. Però mi dispiace lo stesso. L'amo con passione, la Vita, mi spiego? Sono troppo convinta che la Vita sia bella anche quando è brutta, che nascere sia il miracolo dei miracoli, vivere il regalo dei regali. Anche se si tratta d'un regalo molto complicato, molto faticoso. A volte, doloroso. E con la stessa passione odio la Morte. La odio più d'una persona da odiare, e verso chi ne ha il culto provo un profondo disprezzo. Anche per questo ce l'ho tanto coi nostri nemici. Coi tagliatori di teste, coi kamikaze, coi loro estimatori. Il fatto è che pur conoscendola bene, la Morte io non la capisco. Capisco soltanto che fa parte della Vita e che senza lo spreco che chiamo Morte non ci sarebbe la Vita.>>
    Oriana Fallaci (in Oriana Fallaci intervista sè stessa, 2004)
     
    <<Su ogni esperienza personale lascio brandelli d'anima>>
     
    E' così che voglio ricordarla. Grazie Oriana
    6/20/2006

    Notte prima degli esami

    In questa notte non posso che rivolgere il mio pensiero a tutti gli studenti che da domani mattina si accingeranno a sostenere l'esame di maturità. Forse il loro primo esame della vita, la loro prima messa in gioco. Per quanto fra qualche anno ve lo sarete dimenticato e vi sembrarà di una facilità assurda (man mano che si cresce gli esami sono sempre più difficili), ha la sua importanza, la sua valenza. Ricordo benissimo il  mio esame, non tanto tempo fa stavo dietro i banchi.
    Questa è una prova importantissima perché con questa inizierete il vero cammino di maturazione, o almeno lo spero. Non voglio fare il padre, ma ve lo dico da amico, poiché io stesso ho iniziato quel cammino e ancora lo seguo; non finirà mai.....e un po' vi invidio.
    Un saluto particolare a Federica (mi dispiace non esserti stato vicino per sostenerti nei momenti di stress....ma la distanza si aggira sul migliaio di km, e anche io ho i miei esami) e un in-bocca-al-lupo a tutti quanti.
    Non posso che dedicarvi una canzone bellissima come Notte prima degli esami di Antonello Venditti. Tutti la conoscerete...
     
    Io mi ricordo quattro ragazzi con la chitarra
    e un pianoforte sulla spalla,
    come i pini di Roma, la vita non li spezza,
    questa notte è ancora nostra,
    come fanno le segretarie con gli occhiali a farsi sposare dagli avvocati.
    Le bombe delle sei non fanno male,
    è solo il giorno che muore, è solo il giorno che muore.
    Gli esami sono vicini e tu sei troppo lontana dalla mia stanza,
    tuo padre sembra Dante e tuo fratello Ariosto,
    stasera al solito posto, la luna sembra strana
    sarà che non ti vedo da una settimana.
    Maturità t'avessi preso prima, [...]
    Notte prima degli esami, notte di polizia,
    certo qualcuno te lo sei portato via,
    notte di mamme e di papà col biberon in mano,
    notte di nonne alla finestra, ma questa notte è ancora nostra
    ,
    notte di giovani attori, di pizze fredde e di calzoni,
    notte di sogni, di coppe e di campioni
    ,
    notte di lacrime e preghiere,
    la matematica non sarà mai il mio mestiere,
    e gli aerei volano alto tra N.York e Mosca,
    ma questa notte è ancora nostra,
    [...] Si accendono le luci qui sul palco
    ma quanti amici intorno che mi viene voglia di cantare,
    forse cambiarti, certo un po' diversi
    ma con la voglia ancora di cambiare
    [...]
    6/14/2006

    Quanto siamo infinitamente piccoli

    E' stata scoperta una massa di gas in combustione che viaggia nell'universo alla velocità di 750 km al secondo!!
    Ma soprattutto è più grande di cinque milioni di volte la grandezza del nostro sistema solare!
    Le nostre misure terrestri sono incapaci di farci immaginare tale grandezza, e ancora di più mi rendo conto di quanto siamo infinitamente piccoli... ma forse grandi dentro.
    6/13/2006

    Da una lettera ai miei genitori

    E' da tanto, troppo tempo, che non scrivevo ai miei genitori. Precisamente dagli anni della scuola materna / prima elementare. Non ne ho mai sentito il bisogno perché li avevo sempre vicino, ma ieri - nonostante tutto - ho voluto scriverli. La lettera ha un contenuto esclusivamente personale (giustamente), ma voglio lasciare qui un suo passo, che mi è piaciuto particolarmente, e che penso sia una cosa bella per ogni figlio verso i propri genitori:
     
    [...] Se qualcuno mi dovesse chiedere un giudizio su di voi, se qualcuno mi dovesse chiedere:
    <<Hai avuto dei buoni o dei cattivi genitori? Cambieresti qualcosa?>>,
     io risponderei: << Non voglio sapere se mia Madre poteva essere una madre migliore o meno, non mi interessa sapere se mio Padre poteva essere un padre migliore o meno. E' vero, avranno i loro pregi e i loro difetti, ma come tutti. A me importa sapere che ci sono stati e ci sono, e non li cambierei mai per nessuna ragione al mondo, non cambierei nemmeno quelli che potrebbero essere i loro difetti perché ciò comporta cambiare me stesso, cambiare la mia vita. Se loro non fossero quel che sono, io non sarei io>>. [...]
    6/12/2006

    Menefreghismo o individualismo sporco?

         Dopo una giornata (forse è meglio dire mezza giornata  ) di studio di diritto internazionale mi rendo conto che le regole sono fatte per non essere rispettate, quindi infrante. Ed è per questo che le regole (specialmente in ambito internazionale) vengono adottate con una serie di accorgimenti, di compromessi, di "piaceri". Tutto per cercare di creare una comunità internazionale, per far credere ad una unità che a parer mio non esiste.
    La regola deve essere ferrea, ma soprattutto chiara. E' vero che non c'è regola senza eccezione, ma annullare la regola con le eccezioni mi sembra un po' troppo. Il tutto sotto il falso nome della Sovranità Nazionale riconosciuta ad ogni Stato (giustamente).
         Ma non è questo che mi passa per la testa ora... in realtà mi passa per la testa l'idea che questo mondo non è caratterizzato dall'individualismo - che comunque a parer mio lascia spazio ad un "momento comune" di società e di comunità - ma da un vero e proprio menefreghismo, ma non un menefreghismo voluto, motivato, giustificato. Un "menefreghismo ignorante".
    Non voglio assolutamente discriminare nessuno, né dare dei pregiudizi, tanto meno esaltare; però mi rendo conto che fin troppa gente ignora non solo quel che succede nel mondo, ma ciò che gli succede di fianco. E' mai possibile che non ci vena spontaneo fermarsi un attimo, guardarsi attorno, magari guardare da una "prospettiva esterna", e rendersi conto di quel che succede?
    Ammetto l'ignoranza di qualcuno, ma non ammetto il menefreghismo, non ammetto che qualcuno si disinteressi perché poco gli importa. L'importante è l'immagine, la carriera, il successo, la fama. L'importante è sedersi da Maria De Filippi (e non importa se hai dato il culo a Lele Mora per arrivare sin lì). L'importante è vestirsi D&G, RICHMOND, &Co. (anche se magari sono dei capi falsi comprati dai cinesi e dai marocchini).
    L'importante è farsi vedere, ma soprattutto farsi vedere per quello che non si è!!
    Per questo non sopporto le persone che lo fanno solamente per cercare una sorta di accettazione da parte della società (ormai marcia), crearsi uno status. Ma non sarebbe meglio cercare l'appoggio, anche l'ammirazione (perché no?) degli altri e quello "status" con un pò di intelligenza e di serietà? Soprattuto con l'essere se stessi, per quello che si è, e non per quello che si vuole essere?
    Ognuno poi è libero delle sue scelte, ovviamente (sarò io il primo a mettermi i pantaloni a vita bassa...per fortuna senza scritta RICH sul culo), ma ciò che conta è che queste scelte siano dovute a motivazioni personali e non semplicemente all'immagine che si vuole dare di sé agli altri.
         Riprendenso il discorso originale... siamo o no una società, una comunità? A me pare proprio di no. Ed è per lo stesso motivo che credo e non credo allo scontro di civiltà. Forse non è uno scontro di civiltà, ma un semplice fallimento della nostra società.
    6/5/2006

    Dio esiste davvero?

    Il telefono squilla e io mi sveglio, è prima mattina.
    Rispondo, dall'altra parte c'è mia madre:<< Devo darti una brutta notizia >>
    Ed ecco che quando meno te lo aspetti, Lei è ritornata! Sì, proprio Lei, la Morte.
     
    ....le domande ritornano tutte a galla: non solo "perché viviamo?", ma anche "perché la Morte?" e soprattutto "perché così improvvisa e alle persone che meno la meritano?".
    La mia fede è abbastanza forte, ma in momenti come questi si mette in dubbio la stessa esistenza di un Dio.
    Esiste davvero? Tutto porta verso una netta negazione. Impossibile che esista, impossibile che tutto scorre secondo un suo progetto. Impossibile che certe persone vadano via perché "chiamate a Lui", perché "Lui ha bisogno di queste persone, secondo un Suo progetto".
    E se Dio non esistesse? E sei Dio fosse stato creato dagli uomini e non viceversa?
    "Inventato per solitudine, impotenza, disperazione. Cioè per dare una risposta al mistero dell'esistenza, per attenuare le irresolubili domande che la vita ci butta in faccia. Inventato per paura di vivere e morire. Vivere è molto difficile, morire è sempre un dispiacere, e il concetto d'un Dio che aiuta ad affrontare le due imprese (vivere e morire) può dare un sollievo infinito."
    6/4/2006

    Vi voglio bene

    Sono circondato da persone che per me significano tanto, ma ho mai ringraziato queste persone? Ho mai dimostrato, realmente, quanto siano importanti per me?
    Se ci penso.... è da quando ero un bambino piccolo dell'asilo che non dico "ti voglio bene" a mia madre, a mio padre, a mie sorelle. Troppe poche volte ho detto ad un amico/a "sei una persona speciale", amici con la A maiuscola, quelli veri, quelli che ti conoscono di più e che sanno tutto di te. Quelli che capiscono tutto anche da un semplice sguardo, da una semplice parola. Quelli che né il tempo né la lontananza ti porteranno via, anzi sarà proprio la lontananza a rafforzare il rapporto tra me e loro.
    Allora voglio solamente dire a tutte queste persone, a mia madre, a mio padre, a mie sorelle, e a tutti i miei Amici:
    vi voglio veramente bene, senza voi non sarei me. Vi ringrazio per esserci e per aver significato tanto. Continuate a farlo.
    Con Affetto e Amicizia. Andrea
    5/24/2006

    Della Gioia e del Dolore

    <<Allora una donna disse: Parlaci della Gioia e del Dolore.
    E lui rispose: la vostra gioia è il vostro dolore senza maschera; e il pozzo da cui scaturisce il vostro riso, è stato sovente colmo di lacrime. E come può essere altrimenti? Quanto più a fondo vi scava il dolore, tanta più gioia potrete contenere.
    La coppa che contiene il vostro vino non è forse la stessa bruciata nel forno del vasaio? E il liuto che rasserena il vostro spirito non è forse lo stesso legno scavato dal coltello?
    Quando siete felici, guardate nel fondo del vostro cuore e scoprirete che è proprio ciò che vi ha dato dolore a darvi ora gioia. E quando siete tristi, guardate ancora nel vostro cuore e saprete di piangere per ciò che ieri è stato il vostro godimento.
    Alcuni di voi dicono: "La gioia è più grande del dolore", e altri dicono: "No, è più grande il dolore". Ma io vi dico che sono inseparabili.
    Giungono insieme, e se l'una siede con voi alla vostra mensa, ricordate che l'altro è addormentato nel vostro letto.
    In verità voi siete bilance che oscillano tra il dolore e la gioia. Soltanto quando siete vuoti, siete equilibrati e saldi. Come quando il tesoriere vi solleva per pesare oro e argento, così la vostra gioia e il vostro dolore dovranno sollevarsi oppure ricadere.>>
     
    Uomini: sorrisi e lacrime, bene e male, bianco e nero: tra gioia e dolore. Il profumo dei giorni che si tingono di colori impensabili e inaspettati seguendo il suono dei sentimenti, questa è la Vita.
     
    <<Fino all’altro giorno ero la persona più felice di questo mondo, ma è bastato un soffio di vento per portare tutto via con sè, e lasciarmi lì nudo, spogliato di ogni cosa, mentre tu silenziosamente andavi via dalla mia vita. Sei scivolato via dalle mie mani, come se fossi sabbia o tempo e me ne sono reso conto quando ormai erano vuote e non sapevo più cosa fare. Il tuo corpo era lì assente, disattento, altrove… e le parole non sono bastate a coprire la tua distrazione. In un attimo qualcuno ha spento la luce, nessun suono, nessun colore o altra presenza, il nulla su di me, come una pioggia di lacrime di angeli silenziosi e impotenti. Ed io mi sono visto spegnere il cuore, come un fiammifero soffocato da una campana di vetri e finzione, come un acquerello troppo liquido.
    E la notte accanto a me nessuno… solo un cuscino vuoto che stringerò all’infinito, tra ragnatele di ricordi e rassegnazione, cercando di non svegliare il tuo ricordo che lì riposa, come te in quei giorni, quando eravamo ancora Noi. E scorrono le fotografie dei miei giorni come negativi di speranze mancate, dove la luce si è oscurata e il dolore brilla più che mai.>>
     
    ...non è farina del mio sacco (purtroppo); l'ho trovata su un sito, così inaspettatamente. Mi è piaciuta alquanto e vi ho voluto rendere partecipi.
    5/17/2006

    Vita e Morte

    Proprio in questi giorni, mentre dovrei liberare la mente per portare avanti lo studio della teoria macroeconomica di Keynes, i pensieri mi tormentano. Ma non sono i pensieri di sempre, che mi tormentavano sino al periodo scorso, sono pensieri più semplici, banali ma allo stesso tempo complessi, esistenziali.
    Eh si, pensavo alle stesse domande che si fanno i bambini: cos'è la Vita? Perchè esistiamo? Pedine di un progetto divino o semplicemente soli, abbandonati a noi stessi?
    Beh, la risposta non la troveremo mai purtroppo. Niente è sufficiente a darci una risposta, neppure la fede verso un Dio; anche se questo esistesse non capisco perchè farci vivere, che senso ha vivere in questo mondo per poi guadagnasi la vita eterna?
    Ipotizzando invece l'assenza di un Dio, le cose si complicano maggiormente....Perchè venire al mondo? In questo mondo che ha poche cose positive, e le poche cose positivie sono cosi profonde, cosi personali che una volta scoperte non vorremo mai lasciarle, ma una volta scoperte ecco che arriva la fine e dobbiamo lasciarle.
    Ma non è tutto....viene da sè la domanda sull'opposto: la Morte. Mai come ultimamente mi ha spaventato l'idea della morte. Per fortuna non ho paura che essa mi "faccia visita" (almeno per ora), so che prima o poi arriverà, domani o fra cinquant'anni, ma non mi preoccupo. Quel che mi ha spaventato è stato il pensiero della morte degli altri; molte volte mi spavento e mi sento "toccato" dalla morte di persone che nemmeno conosco....Quel che più vorrei respingere è il fatto di dover perdere le persone che mi hanno accompagnato in questa vita sin dall'infanzia, o comunque in questi anni di "formazione". Non tanto i miei amici (perchè parto dal presupposto di poter morire io prima di loro), ma quelle persone più grandi di me che purtroppo hanno più possibilità di precedermi (scusatemi l'espressione).
    Ecco allora che le domande si fanno sempre più forti. Che senso ha? Vivere non si sa per chi, non si sa per cosa. Toccare con mano il dolore e le negatività di questo mondo, scoprire tante cose belle ma che diventeranno presto brutte perchè non saranno nostre per sempre, non potremo goderne abbastanza.
    Che senso ha vivere per poi morire?
    5/16/2006

    Lo sdegno non può bastare

    Arrestati l'autore e i complici dell'omicidio del tredicenne Francesco Ferreri, assassinato il 18 dicembre 2005 a Barrafranca (Enna). Il ragazzo è stato prima vittima di un tentato stupro da parte di quattro persone: Antonio Lo Bue (42 anni), Salvatore Rondazzo (20), Calogero Mancuso (40) e il tredicenne T.Rondazzo, fratello di Salvatore; dopo la violenza (per fortuna!) mancata, il piccolo è stato massacrato con 13 colpi di chiave inglese alla nuca, poi abbandonato nelle campagne della periferia del paese.
    Nei computer di due delle cinque persone arrestate, sono state ritrovate tracce di visite a siti internet pedopornografici anche molto truculenti. Uno in particolare ha attirato l'attenzione degli investigatori, si tratta di un sito del genere "necros-pedo" che mostra immagini di violenze e sevizie su bambini, fino all'uccisione delle vittime. Scoperte anche, nella memoria di alcune macchine fotografiche digitali, foto di bambini nudi fatte in campagne e in stalle.
    Qualcuno potrebbe pensare: "ormai è storia di tutti i giorni"...in effetti non avrebbe tutti i torti, questa è una delle tante notizie che si sentono al tg (e quante non si sentono ma esistono!!), ma pensare che uno degli arrestati ha la mia età e il fratello addirittura è minorenne, mi ha fatto rabbrividire.
    Non può essere pazzia, non può essere rabbia, non può essere devianza; però ho paura che possa essere razionalità! Ebbene si, penso proprio di si; penso che sapessero quel che facevano.
    E allora cos'è che porta la mente umana a compiere questi gesti?
    Gli spartani ammazzavano i loro figli "non-perfetti" lanciandoli nel vuoto di un burrone, ma parliamo di secoli fa e soprattutto loro una ragione ce l'avevano (avevano ragione, non per questo li giustifico). Ma qual è la ragione e la giustificazione che oggi possa spiegare questi fatti? Forse non c'è, o forse siamo noi; forse la colpa è loro ma indirettamente nostra, della società.
    La società, una macchina, un mostro che non possiamo controllare, il nuovo Leviatano?
    Forse i posteri troveranno la spiegazione, a noi non è permesso saperlo...
    5/5/2006

    Amore o guerra?

    Qualcuno disse: << Fate l'amore non fate la guerra >>
     
    ed io mi chiedo: ma l'amore non è forse quel dolore causato dalla guerra che scoppia dentro il nostro cuore?
    Guerra è amore, o meglio amore  è guerra, dolore, sofferenza, morte interiore. Ma dopo ogni guerra c'è sempre una ricostruzione se non addirittura una "rinascita". La fenice non rinasce dalle proprie ceneri?
    La vita è fatta di guerre, in tutti i sensi. L'uomo è fatto per la guerra, militare o meno che sia, l'uomo è nato ed è lui stesso una guerra.
    Per cui scordiamoci di sperare in un mondo senza guerre, un mondo di amore; quel mondo è immaginario!
    Scordiamoci di pensare che amare una cosa o una persona sia il meglio, che ti possa far toccare il cielo, non è cosi. E' bello amare, ma comporta un prezzo altissimo.
    Io personalmente preferirei amare piuttosto che non provare setimenti, ma so che amando starò male, ma è il prezzo che devo pagare per vivere.
    Continuerò ad amare la vita, la famiglia, gli amici e tutte le persone che mi circondano, ma non chiederò loro di amarmi. E se questo mi farà male? Pazienza!!!Ho comunque amato ed è stato bello.
     
    Lo so, sembra che stia delirando......amare o non amare? beh, non l'ho capito bene nemmeno io. Ma fin quando non amerete non capirete, solo amando proverete il bene e il male che ne è connesso.
    Ma la voglia di amare, nonostante i dolori che ci possa causare, sarà sempre tanta e non smetterò mai di farlo!
    5/3/2006

    Solitudine

       Solitudine significa...
    ...vivere senza l'amore,
    affollare la mente di pensieri per alimentare le proprie paure,
    vivere una giornata di pioggia quando fuori c'è il sole.
       Solitudine significa...
    ...osservare il mondo da un piedistallo che può reggere una sola persona,
    abituare la mente ad etichettare tutto ciò che ci circonda,
    avere troppa stima di se stessi e pensare di non meritare una vita mediocre.
       Solitudine significa...
    ...avere pregiudizi e pensare che sono gli altri a sbagliare,
    implorare ascolto e approvazione,
    vedere negli altri noi stessi.
       Solitudine significa...
    ...perdere la fiducia in noi stessi e negli altri,
    cucirsi la bocca e non dire la propria opinione per paura di apparire troppo diversi dagil altri,
    tenere tutto dentro non avendo la possibilità di tirar fuori il meglio di noi stessi.
       Solitudine significa...
    ...non vivere il presente pensando al domani,
    piangersi addosso e non avere la forza per tirarsi su da soli,
    lasciare le cose al caso e credere nel destino.
      Solitudine NON significa che avete tanto amore dentro ma non potete trasmetterlo.......perché semmai è la persona che non lo riceve che vive nella solitudine.

    Ti auguro tempo

    Non ti auguro un dono qualsiasi, ma ti auguro quello che i più non hanno.
    Ti auguro tempo per il tuo fare e il tuo penare,
    per divertirti e ridere, per non affrettarti e correre,
    ti auguro tempo non soltanto per trascorrerlo, ma perché te ne resti,
    tempo per stupirti e tempo per fidarti, e non soltanto per guardarlo sull'orologio.
    Ti auguro tempo per sperare nuovamente, per amare,
    non ha più senso rimandare.
    Ti auguro tempo per trovare te stesso,
    per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono;
    ti auguro tempo anche per perdonare,
    ma soprattutto ti auguro tempo per maturare e crescere.
    Ti auguro di avere tempo...
    ..tempo per la vita.
    4/30/2006

    L'invidia

    Tutti gli esseri umani vogliono veder riconosciuta la loro unicità, la loro dignità, il loro valore. Ma vogliono sempre anche sentirsi superiori agli altri. E se questo desiderio viene realizzato non si spegne, anzi, più viene soddisfatto più cresce.
    Ricordatevi che ogni volta che realizzate qualcosa molto bene e venite elogiati o premiati, vi fate dei nuovi nemici. Osservando gli occhi di coloro che vi circondano, ne troverete sempre alcuni freddi o sfuggenti: sono gli occhi dell'invidia, gli occhi delle persone che d'ora in avanti dovrete temere.
    Ma, per fortuna, nel mondo non c'è solo l'invidia. C'è anche il suo opposto, l'ammirazione. Migliaia, milioni di persone ammirano i loro artisti, i loro cantanti, i loro capi carismatici. Anche noi siamo felici quando la persona di cui siamo innamorati oppure nostro figlio ha successo. Nell'ammirazione noi ci identifichiamo con l'altro, ci fondiamo con lui, e più lui cresce più ne siamo arricchiti. Ci sentiamo entrambi pervasi da una energia che ci unisce e ci trasporta verso l'alto, verso la gioia, la perfezione. Questa energia i Greci la chiamavano eros, amore, un movimento che va dall'inferiore (l'amante) verso il superiore (l'amato).
    Come il vuoto si muove verso il pieno, l'ignoranza verso il sapere, l'umano verso il divino.
    4/25/2006

    25 aprile

    Ricordiamoci di essere liberi
    ...vivi questa giornata come tutte le altre, o meglio vivi le altre giornate come questa perché i nostri Padri ci hanno reso liberi non per un giorno ma per sempre!
    Non festeggiare oggi, ma festeggia sempre. Sii fiero della tua Libertà, tienitela stretta e conbatti chiunque cercherà di togliertela.
     
    LIBERTA' non è solamente la liberazione da un regime autoritario. Prima di tutto dobbiamo essere liberi dentro noi stessi, liberi di essere quel che ci sentiamo di essere senza tener conto dei limiti e delle "regole" che ci detta la società. Noi siamo individui e siamo società, ma prima di tutto siamo individui liberi che non devono cambiare e uniformarsi per sentirsi parte integrante della società. La società deve essere quindi un insieme di persone libere, diverse le une dalle altre e non un gregge di pecore che si uniformano, seguono il pastore ma non sanno dove vanno, individui che perdono i veri valori, si "svuotano" dentro per far parte di questa società.
    Se vuoi perdere la tua Libertà e la tua originalità, se vuoi perdere te stesso per essere uguale agli altri allora fai pure.........IO NON CI STO! Preferisco essere me stesso, con tutti i miei diffetti, con tutte le discriminazioni (se dovessero presentarsi) e con tutto ciò che ne consegue, ma so di essere me stesso.
     
    Un pensiero va a chi lotta e soprattutto a chi - ancora oggi - viene spogliato della sua identità e non ha la possibilità di essere se stesso.
     
    Viva la Libertà in ogni sua forma e in ogni sua manifestazione; lottiamo tutti insieme affinché ci sia più Libertà per noi e per gli altri che ancora non ce l'hanno.
     
    Andrea