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7/17/2008 La storia si ripete...Come ogni anno, lo stesso repertorio
Come ogni anno, la mia mente naviga
Viaggia frenetica in un mare di stelle
per poi sbattere contro una montagna di pensieri.
Nulla può sottrarmi, nulla può evitarlo...
io contro il mio essere, il mio essere malinconico.
Non è malinconia, non è tristezza
E' un miscuglio di emozioni, positive e negative
Si raccolgono, si scontrano, si mescolano
Tutte insieme, tutte nello stesso momento, tutte qualche istante prima
Ma è così matematico?
Allora potrei far si che la mia mente fugga
rincorra o scappi dai fusi orari
ma oltre l'ultimo...si ricomincia da capo
Non hai scampo.
E allora continua a pensare
lascia che tutto si compia
Lascia che quella miscela di emozioni esploda, si sfoghi
per poi dissolversi e sparire in un nuovo anno
Lascia che quella lacrima solchi il tuo viso,
che ti accarezzi, che svanisca nell'aria.
Tutto a breve sarà terminato
tutto si rigenererà
Come un serpente perde la sua pelle
come l'albero perde la corteccia
tu perderai una lacrima
per essere più grande. 3/16/2007 Per coloro che mi conoscono, per coloro che pensano di conoscermi, ma forse (e soprattutto) per me stessoC'è un principio di ironia
nel tenere coccolati
i pensieri più segreti
per trovarli già svelati,
e a parlare ero io
sono io che li ho prestati.
Quante cose che non sai di me
quante cose che non puoi sapere,
quante cose da portare nel viaggio insieme.
( Elisa - Gli ostacoli del cuore )
... E si ritorna punto e a capo. Le paure risalgono una ad una, basta rileggere questo blog che mi ha dato sfogo. Ma soprattutto è ritornata la maschera, la maschera dell' Io.
E' da tempo che le cose non vanno, ma ho continuato a far finta di niente - anche se inizialmente non me n'ero accorto nemmeno io - e a metterci una maschera sopra. Una maschera che ogni tanto cadeva e mostrava la verità a qualcuno che, per ovvi motivi, non capiva. Beh, non capisco nemmeno io. Una spiegazione a tutto questo c'è, ma non la trovo, o meglio non la voglio trovare.
Mi convinco che tutto si sistemerà da sé e che intervenendo e parlandone si complicherebbero solo le cose. Del resto è tutto dovuto a me stesso: sono io che reagisco o meno, do peso o meno, sono sensibile o meno a determinati fatti, atteggiamenti, situazioni. Non è colpa di chi li crea, ma è colpa mia che permetto che queste cose possano interagire con il mio essere. Pare semplice la soluzione..... non per chi ancora non conosce se stesso e riprende questa infinita ricerca che forse, appunto, non avrà mai fine. 1/21/2007 Novecento - Alessandro Baricco<< Ho scritto questo testo per un attore, Eugenio Allegri, e un regista, Gabriele Vacis. Loro ne hanno fatto uno spettacolo che ha debuttato al festival di Asti nel luglio di quest'anno. Non so se questo sia sufficiente per dire che ho scritto un testo teatrale: ma ne dubito. Adesso che lo vedo in forma di libro, mi sembra piuttosto un testo che sta in bilico tra una vera messa in scena e un racconto da leggere ad alta voce. Non credo che ci sia un nome, per testi del genere. Comunque, poco importa. A me sembra una bella storia, che valeva la pena di raccontare. E mi piace pensare che qualcuno la leggerà. >>
A.B. - settembre 1994
Inizia così un piccolo testo. Un testo di cui tante volte ho sentito parlare, un testo che mi è sempre passato davanti in questi ultimi anni ma che non ho mai bloccato e letto. L'ho regalato una volta ad una persona che ritenevo importante, ma soprattutto ultimamente è riapparso nella mia vita in chiave diversa, ma altrettanto importante. Un libro che ricollego direttamente a due amici, uno che mi ha incuriosito citandolo nella tesi (e quindi ho capito che non era un libricino qualunque), l'altro mi ha dato la possibilità di leggerlo e per questo non gli sarò mai abbastanza grato anche se lui manco lo sa! Sono veramente felice che siano state queste due persone ad avvicinarmi a questo testo e sono quindi felice di ripensare a loro quando penso al libro! Grazie ad entrambi.
<< Il mondo, magari, non l'aveva visto mai. Ma erano ventisette anni che il mondo passava su quella nave: ed erano ventisette anni che lui, su quella nave, lo spiava. E gli rubava l'anima.
[...] Tutta quella città... non se ne vedeva la fine... /
La fine, per cortesia, si potrebbe vedere la fine? /
E il rumore /
Su quella maledettissima scaletta... era molto bello tutto... e io ero grande con quel cappotto, facevo il mio figurone, e non avevo dubbi, era garantito che sarei sceso, non c'era problema /
Col mio cappello blu /
Primo gradino, secondo gradino, terzo gradino /
Primo gradino, secondo gradino, terzo gradino /
Primo gradino, secondo /
Non è quel che vidi che mi fermò /
E' quel che non vidi /
Puoi capirlo, fratello? , è quel che non vidi... lo cercai ma non c'era, in tutta quella sterminata città c'era tutto tranne /
C'era tutto /
Ma non c'era una fine. Quel che non vidi è dove finiva tutto quello. La fine del mondo /
Ora tu pensa: un pianoforte. I tasti iniziano. I tasti finiscono. Tu sai che sono 88, su questo nessuno può fregarti. Non sono infiniti, loro. Tu, sei infinito, e dentro quei tasti, infinita è la musica che puoi fare. Loro sono 88. Tu sei infinito. Questo a me piace. Questo lo si può vivere. Ma se tu /
Ma se io salgo su quella scaletta, e davanti a me /
Ma se io salgo su quella scaletta e davanti a me si srotola una tastiera di milioni di tasti, milioni e miliardi /
Milioni e miliardi di tasti, che non finiscono mai e questa è la vera verità, che non finiscono mai e quella tastiera è infinita /
Se quella tastiera è infinita, allora /
Su quella tastiera non c'è musica che puoi suonare. Ti sei seduto su un seggiolino sbagliato: quello è il pianoforte su cui suona Dio /
Cristo, ma le vedevi le strade? /
Anche solo le strade, ce n'era a migliaia, come fate voi laggiù a sceglierne una /
A scegliere una donna /
Una casa, una terra che sia la vostra, un paesaggio da guardare, un modo di morire /
Tutto quel mondo /
Quel mondo addosso che nemmeno sai dove finisce /
E quanto ce n'è /
Non avete mai paura, voi, di finire in mille pezzi solo a pensarla, quell'enormità, solo a pensarla? A viverla... /
Io sono nato su questa nave. E qui il mondo passava, ma a duemila persone per volta. E di desideri ce n'erano anche qui, ma non più di quelli che ci potevano stare tra una prua e una poppa. Suonavi la tua felicità, su una tastiera che non era infinita.
Io ho imparato così. La terra, quella è una nave troppo grande per me. E' un viaggio troppo lungo. E' una donna troppo bella. E' un profumo troppo forte. E' una musica che non so suonare. Perdonatemi. Ma io non scenderò. Lasciatemi tornare indietro.
Per favore /
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Adesso cerca di capire, fratello. Cerca di capire, fratello. Cerca di capire, se puoi /
Tutto quel mondo negli occhi /
Terribile ma bello /
Troppo bello /
E la paura che mi riportava indietro /
La nave, di nuovo e per sempre /
Piccola nave /
Quel mondo negli occhi, tutte le notti, di nuovo /
Fantasmi /
Ci puoi morire se li lasci fare /
La voglia di scendere /
La paura di farlo /
Diventi matto, così /
Matto /
Qualcosa devi farlo e io l'ho fatto /
Prima l'ho immaginato /
Poi l'ho fatto /
Ogni giorno per anni /
Dodici anni /
Miliardi di momenti /
Un gesto invisibile e lentissimo. /
Io, che non ero stato capace di scendere da questa nave, per salvarmi sono sceso dalla mia vita. Gradino dopo gradino. E ogni gradino era un desiderio. Per ogni passo, un desiderio a cui dicevo addio.
Non sono pazzo, fratello. Non siamo pazzi quando troviamo il sistema per salvarci. Siamo astuti come animali affamati. Non c'entra la pazzia. E' genio quello. E' geometria. Perfezione. I desideri stavano strappandomi l'anima. Potevo viverli, ma non ci son riuscito.
Allora li ho incantati.
E a uno a uno li ho lasciati dietro di me. Geometria. Un lavoro perfetto. Tutte le donne del mondo le ho incantate suonando una notte intera per una donna, una, la pelle trasparente, le mani senza un gioiello, le gambe sottili, ondeggiava la testa al suono della mia musica, senza un sorriso, senza piegare lo sguardo, mai, una notte intera, quando si alzò non fu lei che uscì dalla mia vita, furono tutte le donne del mondo. Il padre che non sarò mai l'ho incantato guardando un bambino morire, per giorni, seduto accanto a lui, senza perdere niente di quello spettacolo tremendo bellissimo, volevo essere l'ultima cosa che guardava al mondo, quando se ne andò, guardandomi negli occhi, non fu lui ad andarsene ma tutti i figli che mai ho avuto. La terra che era la mia terra, da qualche parte del mondo, l'ho incantata sentendo cantare un uomo che veniva dal nord, e tu lo ascoltavi e vedevi, vedevi la valle, i monti intorno, il fiume che adagio scendeva, la neve d'inverno, i lupi la notte, quando quell'uomo finì di cantare finì la mia terra, per sempre, ovunque essa sia. Gli amici che ho desiderato li ho incantati suonando per te e con te quella sera, nella faccia che avevi, negli occhi, io li ho visti, tutti, miei amici amati, quando te ne sei andato, sono venuti via con te. Ho detto addio alla meraviglia quando ho visto gli immani iceberg del mare del Nord crollare vinti dal caldo, ho detto addio ai miracoli quando ho visto ridere gli uomini che la guerra aveva fatto a pezzi, ho detto addio alla rabbia quando ho visto riempire questa nave di dinamite, ho detto addio alla musica, alla mia musica, il giorno che sono riuscito a suonarla tutta in una sola nota di un istante, e ho detto addio alla gioia, incantandola, quando ti ho visto entrare qui. Non è pazzia, fratello. Geometria. E' un lavoro di cesello. Ho disarmato l'infelicità. Ho sfilato via la mia vita dai miei desideri. Se tu potessi risalire il mio cammino, li troveresti uno dopo l'altro, incantati, immobili, fermati lì per sempre a segnare la rotta di questo viaggio strano che a nessuno mai ho raccontato se non a te /
Questo testo non può avere commento! Certo, mi rendo conto che a qualcuno può sembrare un bel testo, niente di più. Ma per me, ieri sera, isolarmi in camera e in meno di un'ora leggerlo, divorarlo e rileggerlo subito per altre tre volte, mi ha dato tanto! Leggerlo mi ha fatto piangere di felicità, ho raggiunto una gioia interiore che quasi sembravo drogato. E questa sensazione mi permane anche il giorno successivo.
Forse, finalmente ho trovato una risposta a mesi di ricerca...forse non ho trovato una risposta, forse ho trovato un consiglio per un modus vivendi....beh, comunque sia sono felice!
Un solo commento, anzi, come direbbe qualcuno: SPETTACOLARE!
1/17/2007 Andre che ti succede?Perché ieri sera quell'ennesimo scazzo? Perché ancora una volta te la sei presa con una persona che certamente (o forse) non era la causa di tutto? Perché non stai risparmiando nessuno, o quasi, dal vortice della tua ira, dalle tue turbe psichiche, dalle tue sensazioni, dai tuoi stati d'animo? Perché tutto questo? Che ti succede?
Voglio capirlo; voglio capirlo per aiutarti, per aiutare me stesso. VOGLIO CAPIRE CHE SUCCEDE... non mi pare una richiesta assurda visto che si tratta della mia vita! 1/11/2007 Ancora, ancora, ancora.... per quanto ancora?____________________________________________________________
Gli occhi fanno quel che possono
niente meno e niente più tutto quello che non vedono è perchè non vuoi vederlo tu cosa vuoi che sia passa tutto quanto solo un po' di tempo e ci riderai su cosa vuoi che sia ci sei solo dentro pagati il tuo conto e pensaci tu è la vita in cui abiti niente meno e niente più sembra un posto in cui si scivola ma queste cose le sai meglio tu [...] ma gli occhi fanno quel che devono
solo tu puoi non accorgerti (Ligabue - Cosa vuoi che sia)
___________
[...] forse fa male eppure mi va
di stare collegato di vivere di un fiato di stendermi sopra al burrone di guardare giù la vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare (Jovanotti - Mi fido di te)
Chi mi sa dire perché ultimamente non riesco a sapere che mi passa per la testa e riesca ad esternalizzare solamente ascoltando la musica? 1/2/2007 Io o Sally?<< Ma forse Sally è proprio questo il senso del tuo vagare
forse davvero ci si deve sentire....alla fine un po' male! Forse alla fine di questa triste storia qualcuno troverà il coraggio per affrontare i sensi di colpa e cancellarli da questo viaggio. Per vivere davvero ogni momento con ogni suo turbamento.... e come se fosse l'ultimo! >> Sally - Vasco Rossi -
Un anno si è chiuso. Mi è stato chiesto di fare un bilancio...ma perché? Si sarà pure chiuso un anno per il calendario, ma non certo per me. Chi è convinto di cambiare tutto da un giorno all'altro? Io non di certo. Anzi, pensandoci bene se proprio devo trovare uno spartiacque certo non lo trovo nella data del 1 gennaio, forse lo trovo tra la fine di ottobre e i primi di novembre; comunque...
Quest' anno è stato dalle esperienze negativissime, ma se non ci fossero state non sarei maturato così tanto (sembrerà strano ma sono maturato davvero); tante cose negative che mi hanno fatto crescere però, quindi alla fine non mi pento di ciò che ho fatto e di ciò che mi è capitato.
Sono convinto che le cose continueranno, anzi sono appena cominciate! E se devo essere sincero...mi sono affezionato così tanto a questo 2006 che un po' mi dispiace lasciarlo... 12/24/2006 Grazie Angie<< Sai benissimo che non è stato un anno da cancellare! Prenditi un momento di pausa... Non sei più in studentato: sei a casa tua! Libero di dire, fare, pensare quello che vuoi e nessuno ti chiederà spiegazioni... Libero di sdraiarti sul letto e guardare il vuoto per ore, accendere la musica al volume più alto che puoi! Lo studentato è micidiale, ma cosa non avresti dato per provare le sensazioni che hai provato in questi tre mesi? Pensaci! Niente è da buttare >>
Grazie.
Grazie per starmi vicina e cercare di capire ciò che affolla la mia mente e che ancora nemmeno io conosco. Grazie per metter da parte i tuoi problemi e preoccuparti di me. Grazie per volermi così tanto bene nonostante le mie mancanze.
Non saranno sufficienti i ringraziamenti per poter essere all'altezza della tua amicizia.
Grazie. 12/17/2006 La vita non è un filmVorrei bloccare il tempo, le persone, lo scorrere delle azioni e delle cose. Bloccare tutto, magari tornare indietro, ma comunque ripartire pezzo per pezzo. Sistemare ogni cosa, una alla volta; fare un montaggio....e poi via. Il film è pronto.
Ma la vita non è un film, tu non sei il regista e le persone che ti stanno accanto non sono degli attori che interpretano la parte che tu vorresti.
Ma devo bloccare comunque, in un modo o nell'altro.
Comunque, per tranquillizzare tutti quelli che, standomi vicino, si preoccupano e hanno qualche "problemuccio" con me....beh, ora non so che fare, sinceramente. Ci sono cose che nessuno sa: pensieri, ragionamenti, calcoli, sentimenti che nessuno conosce se non io stesso...e a volte nemmeno io!
Ripeto "comunque sia, le cose cambieranno...", ma non chiedetemi quando. 12/7/2006 Paura di che?Non posso continuare a scappare, a fuggire. Prima o poi arriverà il momento in cui scappare non servirà a niente.
Ho paura, tutto qui. Paura e dispiacere... non è forse lecito?
Paura che le cose si perdano, si compromettano.
Sono sicuro che non si perderà niente, ma non posso non avere paura e non essere triste.
Per l'altro fronte invece (chi rimane) ho paura che le nuove aspettative siano troppo grandi...per poi rimanere deluso.
Ho paura di non essere capace di gestire i nuovi rapporti, paura che questi si dimostrino completamente diversi. E' anche paura di non poter gestire rapporti che ormai dovrebbero essere ben saldi.
Comunque sia, le cose cambieranno... 10/24/2006 Notte di pensieriOrmai non faccio che pensara a te, oggi non è giornata. Una notizia, una notizia più che scontata, una notizia che già conoscevo... eppure ha avuto un effetto terrificante su di me. I libri per l'esame di domattina sono rimasti chiusi, e forse lo rimarranno, non ho testa per studiare, i miei pensieri sono solo e sempre quelli. E sto male, tanto male.
Sto male e non mi spiego nemmeno perché; tu non puoi avere questo effetto su di me.
Anche il povero G. si è accorto del mio stato d'animo, ci avrei voluto parlare... mi mancano le chiacchierate con i saggi amici. E quella canzone che si ripeteva nel sottofondo di una silenziosa stanza. Proprio oggi ho risentito anche lo zio P. con il quale bisognerà organizzare un weekend a breve per recuperare il tempo perso...
...ma non ho forze, sono svogliato. Ho tanto di quel bene da darti, ma il destino non ce lo permette.
Già temo la prossima volta che ti rivedrò (l'ultima sono finito in ospedale!), starò nuovamente male. Ma tutto questo un giorno finirà, finché non avrai esaurito tutte le mie forze.
Passerà anche questa, non può che essere così... 9/27/2006 Serate pensierose...Il tuo mondo
sta andando a puttane
oramai.
Puoi reagire ma forse
non è ciò che vuoi.
Preferisci esser vittima,
non guarirai.
Non mollare,
é un consiglio
o ti ridurrai
fumo e cenere.
Finley, Fumo e cenere 7/18/2006 Riflessioni alle porte del 21° anno17 LUGLIO - ORE 23:55
Fra qualche ora, 11:25 per la storia, si compirà il mio ventunesimo compleanno. Chi l'avrebbe mai detto, 21 anni... eppure mi sembra di averne molti di più seppur me ne senta di meno: un controsenso, ma io stesso sono un controsenso, la mia vita è un controsenso. La mia vita e il mio Io non hanno una logica (come tutte le vite, del resto).
Un'attesa che non vorrei vivere, ora che ormai mancano cinque minuti alla fatidica mezzanotte... non vorrei arrivarci, vorrei essere padrone del tempo e bloccarlo, o magari portarlo indietro per scrivere nuovamente un anno di storia. Vorrei scappare, ma allo stesso tempo non vedo l'ora di chiudere questo ventesimo anno passato (ecco nuovamente il controsenso!); sarà l'ingresso nella seconda decade, ma è proprio da un anno che la mia vita è stata sconvolta, si è rivoluzionata. Nessuno se n'era accorto, nemmeno io.
Ormai la mezzanotte è arrivata; non so spiegarmi il perché, ma - sdraiato sul letto al buio con la musica - mi coglie un brivido e una lacrima scende lentamente sul viso. Sarà una goccia di sudore, penso e spero, ma non è così: è una lacrima vera e non chiedetemi perché sia scesa in quel momento dai miei occhi.
Un anno si è chiuso, ma solamente nel mio calendario astronomico, sono sicuro che l'evoluzione-maturazione iniziata un anno fa non si fermerà ora, anzi.
Continua e si evolve lo scontro con me stesso, stavolta però lo sento perché ho tolto da tempo la maschera (ricordi?), mi ero promesso di "scendere in campo", e senza maschera, senza scudo le ferite si sentono... ma anche i vincitori usciranno con qualche ferita.
Arduo è il compito che ora mi attende: inizio a capire chi sono e a conoscere chi abita il mio corpo insieme a me. Ho deciso di tirarlo fuori dalle tenebre, non per forza per scacciarlo magari anche per conviverci, ma devo capire chi è, devo capire le sue mosse e gli effetti che possono seguirne.
Un anno, dicevo (ma soprattutto questi ultimi mesi che mi hanno accompagnato in questo blog), in cui sono cambiato tantissimo; non so se sono maturato o meno, ma sicuramente sono cresciuto in una maniera sproporzionata al resto della mia vita. Ho fatto un balzo troppo lungo, troppo alto, ma sono ancora in piedi e devo continuare a correre. Cosa mi aspetta non lo so, ma so che non mi attenderà nulla di meglio di quel che ho già incontrato.
Questa volta però forse la mia ricerca può essere più facile. Sino ad ora ho camminato da solo (ringrazio tutti i miei amici che mi hanno accompagnato in questo periodo, ma che - non per loro colpa o negligenza - non mi hanno aiutato in questo scontro; hanno svolto il ruolo di ottimi amici, daltronde altro non potevano fare perché nemmeno loro sapevano di questo scontro né io ero pronto ad accettare un loro ingresso) sarebbe ora di proporre la sfida a qualche altra persona, trovare degli alleati che mi aiutino a scoprire il me stesso. Linguaggio bellico... ma non è forse, anche questa, una guerra? Non tutte le guerre si combattono con le armi, e ognuno ha la sua piccola guerra.
L'unico problema sono i "problemi" (quando la finiamo con questi controsensi?) che ormai ininterrottamente si presentano: ne risolvi uno (per modo di dire) e altri tre-quattro sono alla porta pronti per entrare. Altro "problema" la mia lunaticità che mi permette o meno di affrontarli.
Beh, non mi resta altro che augurarmi, e chiedervi di augrarmi, buona fortuna!
A presto miei cari amici (e non), a voi il mio più sentito grazie. 7/15/2006 Solamente tre giorniFinalmente sono arrivati e purtroppo sono già andati via.
Tre giorni non bastano, ma in tre giorni ho capito tanto. Un'amico che più o meno non vedevo da un anno, un amico con cui dovevo recuperare tanto tempo perso.
Le cose però sono cambiate: non si è più tutti insieme come un tempo. Vedere loro da una parte e io dall'altra ti sbatte in faccia la realtà, le cose sono cambiate realmente. Ormai di quel gruppo te ne rimane uno, che ancora non sa niente e al quale hai paura di parlarci, non vuoi perderlo come è successo con gli altri. Ma poi la forza di parlare, a un amico non puoi nascondere niente.
Chiacchierate pomeridiane in una stanza afosa, o nel fresco della sera davanti a un bicchiere di vino bianco; quanto le ho aspettate e quanto le aspetterò nuovamente con ansia...
Ma la paura permane, come andrà a finire? Hai fatto bene o no a parlarci? Sicuramente non avrei sopportato stare in silenzio per chissà quanti altri mesi, però anche stavolta rischio di pagare un prezzo troppo alto.
Tre giorni profondi, piacevoli anche se "distratti" da altre circostanze.
Grazie per essere tornato. Speriamo non ci dividano nuovamente dei mesi; stavolta tocca a me, è vero... lo farò appena sarai disponibile; non più tutto questo tempo.
A presto, con amicizia.
Andre
Ps: tranquillo, non mi sono innamorato di te. Fra noi solo sesso 7/6/2006 Echi d'infinito"Io vivo di accenti, di presentimenti
profumi che sento nell'aria.
E vivo di slanci, di moti profondi
fugaci momenti di gloria.
E nel silenzio del mondo
io sento echi d'infinito" 7/1/2006 SPIEGAMI COSA STA SUCCEDENDOSpiegami perché ieri ti cercavo disperatamente in mezzo ad una folla, quando non so il tuo nome e non so nemmeno se esisti.
Spiegami chi ti ha dato il permesso di irrompere nella mia vita, così come un fulmine a ciel sereno. Forse sono stato proprio io che te l'ho permesso e forse, anzi, sono stato io a volerlo.
Eri uno scherzo, eri una curiosità, ora sei la mia persecuzione. Perché? Dimmi solo perché! Voglio una risposta da te, da me, da qualcuno, dal destino... ma la voglio presto. 6/30/2006 Quando un pò di pace?Finalmente avevo trovato una tregua, una pace seppur precaria; finalmente un pò di tempo in tranquillità senza nessuna turba psichica. Ci sono stati gli esami e tutto sommato sono andati bene....ma ora....è ritornato il problema!
Benché il casus belli non sia lo stesso di tempo fa, si avvicina come modalità. Ma ha una potenza più forte.
Il "problema" l'avevo sottovalutato, troppo. Era una curiosità, un divertimento.....e invece pare si stia rivelando tutt'altro: un vero e proprio problema che scatena dentro me moooolti interrogativi esistenziali.
Ma ho deciso, stavolta nessuna maschera, stavolta nessun laissez faire, stavolta mi metto in gioco in tutto e per tutto e se il risultato sarà una perdita pazienza. Se non ci si mette in gioco, se non si rischia, come si può andare avanti? Ebbene domani sarà la giornata decisiva (almeno spero) e stavolta sarò determinato, nessuna esclusione di colpi, faccia a faccia, io e lui (il problema).
Probabilmente non ci avrete capito niente (nemmeno io in realtà), ma chi mi sta vicino sa a cosa mi riferisco, per quelli che non sanno....beh lo sapranno presto quando avrò avuto dei risutlati!
A presto! 6/9/2006 Precisazioni su me stesso Vorrei precisare qualcosina riguardo i miei pensieri. Vi invito calorosamente a non farvi giudizi su di me semplicemente leggendo ciò che scrivo. Di solito scrivo le cose a cui rivolgo le mie critiche, molto meno le cose che mi danno felicità e che sono degne di pregio.
Detto questo voglio precisare, inoltre, che io non ho nessuna identificazione politica precisa. La politica interna italiana mi disgusta (per questo nel mio blog gli interventi di politica interna sono ben pochi), preferisco gli affari internazionali. Va da sè che non sono né di "destra" né di "sinistra" (quanto odio usare questi due termini!!! C'è ancora qualcuno che crede nell'esistenza di una "destra" e di una "sinistra"?!?).
Il mio colore politico è molto "scolorito" e di sicuro non mi vedo rappresentato da nessun partito o uomo politico che sta nei palazzi del potere.
Stando in tema, vorrei dire che il mio disgusto per lo Stato c'è davvero, ma quando parlo di Stato che disgusta intendo quella rappresentazione di un potere rubato, di un potere autoritario esercitato da persone che non meritano tale potere (il Nostro Potere Popolare), intendo quella "divinizzazione" di individui che sono come noi (e a volte più ignoranti di noi). I veri politici non esistono più, o quasi; la vera politica in Italia non esite più, o comunque non è fatta come si dovrebbe fare.
Nonostante il mio disgusto per lo Stato (inteso come rappresentazione del potere) io amo lo Stato Italiano (nota bene, c'è l'aggettivo Italiano), io amo la mia Patria e sono disposto a servirla, io amo la mia Bandiera, il mio Inno, il mio Popolo. Ma dietro lo Stato Italiano non ci vedo i politici che oggi sbeffeggiano in Parlamento, vedo le guerre di Indipendenza, vedo la Resistenza, vedo la Costituzione (che ora vogliono stravolgere!). Vedo i veri politici che hanno fatto di tutto per cercar di unire l'Italia, vedo Cavour, Garibaldi, i Mille, ecc. Vedo i partigiani giustiziati dalle camice nere che hanno dato la loro vita per liberarci. Vedo la Nostra Storia, anche gli Anni di Piombo (nessuna esaltazione) che pur sempre ci hanno segnato, vedo la lotta alla mafia (un altro bel potere che con lo Stato ci va a braccetto), vedo tante cose.....ma non vedo i politici di oggi. E per questo io amo lo Stato Italiano (quello "storico" e quello odierno ma in prospettiva popolare) e disgusto lo Stato (in quanto falsa rappresentazione del potere popolare, ma rappresentazione di un potere oligarchico, autoritario). E questo ultimo Stato, che tanto disgusto, non è solo quello che ha infettato l'Italia, ma in qualsiasi Nazione questo si introduca e la infetti come un virus, è sempre uno Stato disgustoso. In Italia, negli Stati Uniti d'America, in Francia, in Gran Bretagna, in Iran, in Iraq, in Somalia, il Libia, in Cina, nella Città del Vaticano, ecc.
Altra cosa che vorrei precisare è quella riguardante la Chiesa Cattolica. In tutti gli interventi che ho fatto ho portato avanti un attacco contro questa teocrazia. Quel che ho scritto in precedenza lo confermo e lo ripeto, ma ciò non vuol dire che io ce l'abbia a morte con la Chiesa. Purtroppo, come ho detto prima, tendo a scrivere ed esporre solamente le mi critiche negative, mai quelle positive che elogiano.
Io ce l'ho a morte con papa Benedetto XVI, contro la "sua guerra". Sono a favore del laicismo. Ma detto questo vorrei dire anche che io sono un cattolico credente (ultimamente non tanto praticante) e che in molti valori cristini mi ci riconosco. Davanti alla Chiesa Cattolica mi inchino e dico <<Grazie!>>; nonostante l'Inquisizione, nonostante le Crociate, nonostante il silenzio sullo sterminio nazista e su tante altre cose, io ringrazio la Chiesa Cattolica perché volente o nolente ha fatto la nostra storia, ha influito tantissimo (in bene e in male). La Storia è quella, non possiamo rinnegarla. La Chiesa ci ha dato una Cultura, un'Identità, poi sta a noi accettarla o meno, cambiar strada.
Ripeto, io ringrazio la Chiesa Cattolica, mi riconosco in alcuni suoi valori e continuerò a farlo finché li riterrò condivisibili.
A "dimosrtrazione" di questa tesi vi dico che in parte sono contro l'aborto, contro il divorzio, contro la procreazione assistita. Sono valori che - pur con diverse sfumature - condivido, ma nonostante questo - da cittadino - pretendo che questi diritti vengano fatti valere. Non tutti abbiamo gli stessi valori, e non possiamo imporre i nostri valori agli altri.
Inoltre, nonostante nutra un "odio" (meglio un astio) verso papa Benedetto XVI e verso le gerarchie ecclesiastiche in genere, ho profonda simpatia per alcuni sacerdoti, ho profonda ammirazione verso papa Giovanni Paolo II: c'ero anche io a Roma, ho fatto anche io 11 ore di attesa sotto il sole, ma entrare in San Pietro (per me la prima volta) è stata un'emozione fortissima. Quanta gente aveva varcato quella porta, quanti Grandi della Storia erano passati lì. E io che ci facevo? Io così piccolo e insignificante che ci facevo in quel posto frequentato (nel passato e nel presente) dai Protagonisti della Storia?
Un'emozione forte, ma un'emozione ancor più forte davanti alle spoglie del defunto papa. Ho pianto anche io, come tanti. L'emozione in quel posto era davvero forte. E con questo concludo. 5/6/2006 La maschera/3Ebbene sì, ho capito che devo trovare il me stesso che non ho ancora trovato, il me stesso che ho sempre avuto paura di trovare.
Qua la cosa si fa seria, l'esterno e gli altri non saranno delle motivazioni per giustificarmi. Sarà una "guerra" tra mé e l'io, una cosa alquanto difficile, ma devo venire allo scoperto. |
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